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motion Mt Asics ginnastica Scarpe Donna da Black Nero Schwarz 9099 Ayami pnRxF Radiazioni  Ionizzanti:

 

 

Generalità sulle radiazioni ionizzanti  aspetti fisici e biologici connessi alla radioprotezione

Per radiazione ionizzante si intende qualsiasi tipo di radiazione in grado di produrre, direttamente o indirettamente, la ionizzazione degli atomi e delle molecole del mezzo che attraversa.

Sono direttamente ionizzanti le particelle cariche (elettroni, protoni, particelle a, ecc...).

 

Va ricordato, a questo proposito, che la ionizzazione di atomi e molecole all’interno del mezzo attraversato non è l’unico fenomeno fisico connesso al passaggio di particelle ionizzanti nella materia. Un altro importante fenomeno è quello dell’eccitazione, nel quale all’atomo o alla molecola del mezzo viene ceduta, nell’interazione, energia sufficiente soltanto per passare dallo stato fondamentale ad un livello energetico superiore. Si può dimostrare che, per una particella ionizzante che attraversa un mezzo materiale, l’energia spesa in eccitazioni e quella spesa in ionizzazioni sono circa uguali. Le energie di soglia per i due processi sono confrontabili.

 

Sono indirettamente ionizzanti le particelle prive di carica elettrica (neutroni, raggi X, raggi g, ecc...) che, interagendo con la materia, possono mettere in moto particelle direttamente ionizzanti o dar luogo a reazioni nucleari.

Le radiazioni ionizzanti sono presenti in natura o vengono prodotte in seguito ad attività umane; in quest’ultimo caso si parla di sorgenti artificiali.

Le sorgenti di radiazioni ionizzanti, sia naturali che artificiali, sono sostanzialmente di due tipi:

  1. radioisotopi (sostanze radioattive)

  2. apparecchiature radiogene

I radioisotopi o radionuclidi sono atomi che emettono radiazioni. Il fenomeno per cui un radionuclide emette radiazioni, trasformandosi in un altro atomo, viene definito radioattività. Una caratteristica peculiare di questo fenomeno è che la percentuale di atomi radioattivi che si trasformano in altri atomi in un dato intervallo di tempo rimane costante. Pertanto una certa quantità di materiale radioattivo diminuisce col passare del tempo (si parla, infatti, di decadimento radioattivo). Il tempo dopo il quale il numero di atomi si riduce della metà è chiamato emivita o tempo di dimezzamento. Per ogni elemento radioattivo si individuano due grandezze fisiche fondamentali: l’attività (A), che rappresenta il numero delle disintegrazioni (o trasformazioni) per secondo ed il tempo di dimezzamento (T1/2), che, più esattamente, equivale al tempo necessario affinché l’attività di un certo elemento si riduca alla metà di quella iniziale.

 

Per macchine radiogene  si intendono tutte le apparecchiature in grado di produrre radiazioni ionizzanti. Mentre i radioisotopi emettono radiazioni in modo continuativo, anche se con una diminuzione temporale, le macchine radiogene emettono radiazioni solo nel momento in cui viene comandata l’emissione mediante appositi dispositivi.

 

Nell’attività sanitaria è possibile individuare le seguenti sorgenti di radiazioni:

- apparecchiature per diagnostica in radiologia

- acceleratori lineari per radioterapia

- radioisotopi per diagnostica nel laboratorio RIA

- radioisotopi (sorgenti non sigillate) per diagnostica e terapia in medicina nucleare.

Queste sorgenti emettono radiazioni che possono essere così classificate:

- radiazioni X

- radiazioni g

- radiazioni b (elettroni)

 

Aspetti fisici dell’interazione delle radiazioni ionizzanti con la materia

Come si è già accennato, i meccanismi di interazione delle radiazioni ionizzanti con la materia possono essere di diverso tipo, a seconda sia della natura della radiazione, sia del mezzo attraversato. Vale la pena a questo proposito analizzare, seppure in maniera schematica, i principali meccanismi di interazione.

 

Interazione dei fotoni con la materia

I principali meccanismi di interazione dei fotoni con la materia sono essenzialmente tre: effetto fotoeletrico, diffusione Compton, creazione di coppie.

L’effetto fotoelettrico consiste nella sparizione del fotone, incidente su un elettrone legato, e nella liberazione dell’elettrone colpito. Nell’effetto Compton un fotone cede parte della sua energia all’elettrone ed entrambi si muovono, dopo l’interazione, lungo direzioni differenti rispetto a quelle primitive. La produzione di coppie è dovuta alla materializzazione dell’energia di un fotone, in presenza del campo elettromagnetico del nucleo, in due particelle, l’elettrone (e-) e il positrone (e+); il fotone sparisce, ma la sua energia, diminuita di 1,022 MeV, viene suddivisa tra l’elettrone e il positrone sotto forma di energia cinetica.

 

Effetto fotoelettrico

Questo effetto è quello predominante alle basse energie. Fu osservato per la prima volta da Hertz nel 1887, mentre Einstein ne fornì una spiegazione nel 1905.Supponiamo che un quanto di luce di energia hn colpisca un elettrone di livello K di un atomo (ossia un elettrone dell’orbita più interna), secondo quanto indicato in Figura 3

 

Se il fotone possiede energia superiore a quella di legame, ovvero se la frequenza n della radiazione è superiore ad un valore, detto frequenza di soglia no = Ek/h (dove Ek è l’energia di legame dell’orbita K e h è la costante di Planck), l’elettrone verrà espulso dall’atomo con un’energia cinetica pari a hn - Ek (in questo caso si parla di fotoelettrone). In questo tipo di interazione tutta l’energia del fotone viene spesa parte in energia cinetica del fotoelettrone, parte in lavoro di estrazione; il quanto di luce scompare e al suo posto si hanno un fotoelettrone di energia cinetica elevata ed un atomo eccitato. Dopo un breve tempo, un altro elettrone occuperà il posto lasciato vacante sull’orbita K e l’atomo si disecciterà. L’energia spesa per l’estrazione del fotoelettrone, Ek, viene riemessa, durante la diseccitazione, sotto forma di radiazione elettromagnetica di fluorescenza o caratteristica.

 

I fotoni di fluorescenza possono a loro volta colpire elettroni delle orbite esterne e, se possiedono energia superiore a quella di legame, si ha la ripetizione, nello stesso atomo, dell’effetto fotoelettrico. Gli elettroni emessi in conseguenza dell’effetto fotoelettrico dei fotoni di fluorescenza si chiamano elettroni Auger.

Se l’energia del fotone incidente è inferiore a quella di legame dell’elettrone colpito, il fotone, nella interazione con l’elettrone orbitale, scompare ugualmente, ma l’elettrone, anziché essere liberato, va ad occupare un’orbita più esterna. In questo modo si avrà una semplice eccitazione dell’atomo.

Di Di Trentotto Selvaggio da Le Pelle Scarpe donna Studente Scarpe Scarpe Casual KPHY Black Scarpe Da quanto detto, visto che, affinché avvenga il fenomeno, il fotone incidente deve possedere un’energia superiore ad un certo valore, l’effetto fotoelettrico è un fenomeno che presenta una soglia.

La sezione d’urto[1] relativa a questo processo, indicata generalmente con t, è direttamente proporzionale al numero di atomi presenti nel materiale assorbitore per unità di volume [cm3] N ed alla quinta potenza del numero atomico Z del materiale, mentre è inversamente proporzionale al valore dell’energia del fotone incidente, elevata a 3,5:

t µ N Z 5 (hn)- 3,5

Diffusione

Mentre l’effetto fotoelettrico avviene per interazione del fotone incidente con gli elettroni legati al nucleo, nella diffusione gli elettroni coinvolti sono quelli delle orbite esterne dell’atomo. L’energia di legame di tali elettroni è di pochi eV e quindi, a confronto con l’energia del fotone, gli elettroni possono essere considerati liberi. Con il termine generale diffusione si fa riferimento ai processi di diffusione classica e di diffusione Compton.

 

Diffusione classica.

La diffusione classica o coerente o Thomson è l’unico fenomeno la cui spiegazione avviene grazie al modello classico della propagazione ondulatoria dell’energia e non mediante il modello quantistico, come accade per gli altri fenomeni di interazione. L’onda elettromagnetica di frequenza n, passando in vicinanza dell’elettrone, lo mette in vibrazione, così che esso irradia energia che ha la stessa frequenza dell’onda incidente. La radiazione emessa dall’elettrone possiede quindi la stessa energia hn di quella incidente: non si ha assorbimento di energia, ma solamente una variazione nella direzione di propagazione della radiazione incidente. Poiché non vi è diminuzione di energia del fotone, il fenomeno è di scarso interesse radiologico.

 

Diffusione Compton.

L’effetto Compton può essere considerato come un urto tra un fotone ed un elettrone libero. In seguito all’interazione, in generale, l’elettrone verrà messo in movimento con una determinata energia, mentre il fotone avrà direzione ed energia diverse da quelle di incidenza.

 

Dette n, n’, Ec rispettivamente la frequenza del fotone incidente, la frequenza del fotone diffuso e l’energia cinetica dell’elettrone di rinculo, per la legge della conservazione dell’energia si avrà:

hnBlk Vry Brry Red Nike Sneaker uomo Gym Dp Garnet w87CI40qPelle Studente Casual Di Trentotto Scarpe Scarpe KPHY Le Scarpe donna Di Black Scarpe Selvaggio da = hn’ + Ec

L’angolo F tra la direzione del fotone incidente e quella del fotone diffuso dipende dall’energia cinetica dell’elettrone di rinculo e dalle energie iniziale e finale del fotone.

L’effetto Compton non è un fenomeno a soglia e la sezione d’urto corrispondente (indicata con sc) è direttamente proporzionale al numero di atomi per unità di volume [cm 3 ] N presenti nel materiale ed al numero atomico Z del materiale stesso, mentre è inversamente proporzionale all’energia del fotone incidente:

sc µ N Z (hn)- 1

Creazione di coppie

Quando l’energia del fotone incidente è superiore a 1,022 MeV, il fotone può essere assorbito tramite il meccanismo della produzione di coppie. Questo fenomeno ha luogo quando il fotone passa in vicinanza del nucleo e, per interazione con il forte campo elettromagnetico del nucleo stesso, scompare dando luogo ad una coppia di elettroni, uno positivo, l’altro negativo, come illustrato in Figura 5.

Scarpe Studente Selvaggio Trentotto Scarpe donna Scarpe da Di KPHY Le Casual Pelle Scarpe Black Di Questo è un caso tipico di materializzazione dell’energia, in cui non viene creata nessuna carica elettrica, poiché positrone ed elettrone hanno cariche di segno contrario.

Il bilancio energetico è espresso da :

hn = 1,022 + E-c +E+c

L’energia di soglia del fenomeno è di 1,022 MeV, poiché questo è il valore di energia corrispondente alla somma della massa a riposo dell’elettrone e del positrone.

Nel processo di produzione di coppie anche il nucleo dell’atomo riceve una parte dell’energia del fotone incidente, ma essa è trascurabile rispetto all’energia cinetica della coppia elettrone - positrone. Ciò tuttavia fa sì che non sia possibile prevedere la direzione di propagazione del positrone, nota che sia quella dell’elettrone, o viceversa.

Sia l’elettrone che il positrone perdono poi la loro energia cinetica per la ionizzazione degli atomi della sostanza ed il positrone, infine, interagisce con un elettrone, mediante un processo detto di annichilazione, nel quale si ha la trasformazione inversa di quella iniziale: le due particelle scompaiono e la loro massa si trasforma in energia sotto forma di due fotoni, emessi in direzioni opposte, di energia 0,511 MeV ciascuno, che potranno a loro volta interagire con la sostanza per effetto fotoelettrico oppure per effetto Compton.

La sezione d’urto (p) relativa al fenomeno della creazione di coppie è data da:

 

p µ N Z 2 (hn - 2 moc 2 )                                         per hn £Scarpe Black Pelle Scarpe Studente Selvaggio KPHY Scarpe donna Trentotto Scarpe Le da Di Di Casual 5 MeV

p µ N Z 2 ln hn                                                   per hn > 5 MeV

 

In generale, volendo descrivere la probabilità di interazione tra un fotone incidente con una certa energia in un dato mezzo, questa sarà espressa dalla sezione d’urto totale data da:

s = t + sc + Scarpe Pelle Scarpe Di Di da Casual Scarpe Studente Black Scarpe donna Selvaggio KPHY Trentotto Le p

 

L’andamento della sezione d’urto relativa ai processi descritti in funzione dell’energia del fotone incidente e del numero atomico Z del materiale attraversato è riportata nel grafico di Figura 6.

 

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Si supponga che un fascio di fotoni monoenergetico incida su di uno strato di materiale di spessore l , secondo lo schema indicato in Figura 7.

La relazione che lega il numero di fotoni incidenti, No, al numero di fotoni in uscita dal mezzo è espressa daColori basso donna 2018 Sandali misti Verde casual Primavera Estate Scarpe testa metallo Pompe quadrata Scarpe tacco Pelle a fibbia OBxpqwdxIW:

N = No e-(Selvaggio Scarpe Di Studente Le Scarpe Pelle Di KPHY Casual Scarpe donna Black Scarpe da Trentotto ml)

dove la grandezza m è detta coefficiente di attenuazione. Il coefficiente di attenuazione si misura in cm-1 ed è legato alle sezioni d’urto precedentemente introdotte dalla relazione:

 

m = t + sc + p

Il valore del coefficiente di attenuazione m dipenderà dall’energia dei fotoni incidenti e dal tipo di materiale attraversato.

Poiché il numero di fotoni N è proporzionale all’intensità I della radiazione, si potrà anche scrivere:

I = Io e-(ml)

Concetto di spessore emivalente

Una grandezza ampiamente utilizzata in ambito radiologico e radioprotezionistico è lo spessore di dimezzamento (in italiano SEV -spessore emivalente- ed in inglese HVL, da “half value layer”). Come dice il nome, lo spessore emivalente rappresenta lo spessore che il materiale assorbitore deve avere affinché una radiazione elettromagnetica di intensità Io incidente ne emerga con una intensità dimezzata (FIGURA 8).

 

E’ chiaro che, come il coefficiente di attenuazione, anche il SEV dipenderà dall’energia della radiazione incidente e dal numero atomico del materiale assorbitore. Una volta fissato il materiale assorbitore, lo spessore di dimezzamento dipenderà solamente dal valore dell’energia del fascio. Si capisce, perciò, come lo spessore di dimezzamento possa essere utilizzato per esprimere la qualità di una radiazione elettromagnetica.

 

Interazioni delle particelle cariche con la materia

Nel caso in cui le particelle incidenti siano particelle cariche, nell’attraversamento della materia queste perdono energia essenzialmente ionizzando ed eccitando gli atomi del mezzo. Le perdite di energia dovute ad altri processi sono infatti, con qualche eccezione, molto meno importanti. Le eccezioni riguardano le perdite per irraggiamento nel caso delle particelle leggere di alta energia (di cui si parlerà in seguito), le reazioni nucleari nel caso di particelle pesanti di alta energia e le collisioni elastiche nel caso di particelle di velocità molto modeste.

 

Potere frenante

Per descrivere le interazioni delle particelle cariche con la materia, si fa ricorso ad alcune grandezze fisiche, la più importante delle quali è il potere frenante del materiale, definito da:

S = dE/dl

dove dE è l’energia persa da una particella carica di data energia nel tratto dl del materiale. Nel SI il potere frenante si misura in J m-1, ma in pratica vengono utilizzati il Mev cm-1 o il keV cm-1. Se le energie in gioco sono tali da poter trascurare le interazioni nucleari, il potere frenante totale può essere espresso come somma di due contributi:

S = (dE/dl)coll + (dE/dl)rad

I due contributi si riferiscono rispettivamente alle perdite di energia per collisione e per irraggiamento.

La conoscenza del potere frenante non basta tuttavia per interpretare gli effetti delle radiazioni ionizzanti sulla materia. Un ruolo molto importante a riguardo è svolto anche dalla distribuzione spaziale dell’energia trasferita lungo le tracce delle particelle. I secondariZQ cn41 beige beige comfort Scarpe rosa semicuero eu40 tacones us9 us10 mujer ¨ uk7 boda Feste e Casual ® eu42 grigio di bianco vestito bajo rosa uk8 cn43 5 n tac noche 5 rr4qF carichi messi in moto possono infatti avere sufficiente energia cinetica per costituire a loro volta tracce distinte da quella della particella primaria (raggi d) e produrre quindi ionizzazione a distanza di questa, oppure possono formare solo qualche gruppo di ioni in prossimità della traccia primaria stessa se la loro energia è invece modesta (“clusters”).

 

LET

Per tenere conto di questo aspetto è stata introdotta una apposita quantità, il LET, detto anche trasferimento di energia lineare o potere frenante per collisione lineare ristretto, che si indica con il simbolo LD.

Detta dE l’energia dissipata dalla particella carica primaria considerata nel tratto dl in collisioni che comportano trasferimenti di energia inferiori a un prefissato valore D, si definisce:

LD= (dE/dl)D

Di norma D viene espresso in eV. Così L100 significa prendere in esame tutte le collisioni che comportano il trasferimento di energia in quantità inferiori a 100 eV: soltanto queste verranno considerate come energie cedute localmente al mezzo.

 

Energia media necessaria per creare una coppia di ioni in un gas

Un’ultima quantità legata al passaggio di particelle cariche nella materia che va presa in esame è l’energia media necessaria per creare una coppia di ioni in un gas ().

Essa è definita come:

 = E/N

dove N rappresenta appunto il numero di coppie di ioni prodotte quando una particella direttamente ionizzante di energia cinetica E viene completamente arrestata nel gas considerato.

A prima vista si potrebbe pensare che il valore  debba eguagliare l’energia minima di ionizzazione o potenziale di ionizzazione del gas considerato. In pratica non tutta l’energia ceduta dalle particelle cariche viene spesa in ionizzazione, poiché, come si è già detto, una parte di essa viene dissipata in processi di eccitazione. L’energia spesa in media per creare una coppia di ioni sarà perciò maggiore di tale valore.

Se si indica con N il numero totale di elettroni prodotti nel gas, con l’energia effettivamente spesa per produrre uno ione, con Nex il numero di stati eccitati prodotti, con  l’energia media di tali stati e con  l’energia cinetica media degli elettroni secondari troppo poco veloci per ionizzare o eccitare gli atomi del gas, si può scrivere:

 

 

Ad energie sufficientemente elevate, il valore di  può considerarsi con buona approssimazione costante al variare dell’energia. In generale anche la dipendenza di Le Scarpe donna da Scarpe Studente Di Scarpe Selvaggio Trentotto Black Casual KPHY Scarpe Pelle Di  dal tipo di gas è debole. Gran parte dei valori misurati è infatti compresa tra 30 e 40 eV per coppia di ioni, cosicché in prima approssimazione si suole spesso assumere  pari a 34 eV per coppia di ioni indipendentemente dal tipo di particella incidente e dal gas considerato.

Radiazione di frenamento

Mentre il fenomeno di eccitazione e di ionizzazione di un atomo è tipico dell’interazione di qualunque particella carica con la materia, il fenomeno dell’emissione di radiazione di frenamento (o bremsstrahlung) è prerogativa quasi esclusiva dell’elettrone .

Quando un elettrone, attraversando la sostanza, passa in prossimità di un atomo, la forza esercitata su di esso dalla carica del nucleo provoca una curvatura della sua traiettoria e, quindi, una accelerazione centripeta. Di conseguenza l’elettrone perderà energia sotto forma di radiazione elettromagnetica ed i valori di energia che emette vanno da zero fino al massimo della sua energia cinetica.

La radiazione di frenamento totale per atomo è proporzionale a (Z/m) 2 , dove Z è il numero atomico della sostanza assorbente e m la massa della particella carica. A causa della dipendenza da 1 /m 2 , segue che la radiazione di frenamento diviene trascurabile per tutte le particelle cariche tranne che per gli elettroni.

 

Pericolosità dei vari tipi di radiazione

Radiazioni Casual Trentotto Scarpe Selvaggio Black Scarpe Studente da donna Pelle Le Di Scarpe Scarpe KPHY Di a

Le particelle a, dal punto di vista dell’irradiazione esterna, sono poco pericolose per via della loro scarsa penetrabilià in sostanze dense. Esse, infatti, riescono al massimo a penetrare lo strato morto della pelle del corpo e non raggiungono il tessuto vivente: non si ha quindi il rischio di danno biologico.

Dal punto di vista della contaminazione interna le particelle a rappresentano invece un grave pericolo. Una volta che la sorgente è circondata da tessuto vivente, la scarsa penetrazione di questo tipo di radiazione conduce ad una concentrazione dell’effetto intorno al punto in cui si è depositata la sostanza radioattiva. Se quindi una sorgente a emettitrice si fissa in un organo, piccolo ma essenziale del corpo umano, esso potrà essere gravemente danneggiato.

 

Radiazioni b

Le radiazioni b  possono costituire un rischio di danno biologico per quanto riguarda sia l’irradiazione esterna che la contaminazione interna.

Nel primo caso si distinguono due processi:

- radiazione diretta: è noto che per superare lo strato morto della pelle e giungere fino ai tessuti viventi sono sufficienti b con energie superiori a 70 eV. Tuttavia, le radiazioni b non vengono considerate un grave pericolo in quanto possono essere facilmente schermate (p. es. con lamine di alluminio). Tuttavia occorre considerare che la contaminazione cutanea può rapidamente portare ad un trasferimento del radionuclide all’interno del corpo.

- radiazione di frenamento: le schermature previste per fermare i fasci diretti di elettroni ad alta energia possono costituire un pericolo a causa dei raggi X emessi per il frenamento nella materia. Si può tuttavia ridurre l’entità della radiazione di frenamento scegliendo sostanze schermanti a basso numero atomico Z.

Nel caso della contaminazione interna le particelle b sono considerate meno pericolose delle particelle a in quanto l’energia da esse perduta viene distribuita su una massa di tessuto maggiore.

Risultano tuttavia più pericolose di una contaminazione interna da sorgenti g.

 

Radiazioni X e g

I rischi conseguenti a radiazioni X e g sono strettamente connessi con l’elevata capacità di penetrazione che essi hanno in aria e nel tessuto vivente.

Dal punto di vista della contaminazione interna il fatto che i raggi X e g siano molto più penetranti rappresenta un elemento positivo nel senso che l’energia ceduta al tessuto risulta distribuita su un più vasto volume con conseguente minore pericolosità.

Dal punto di vista dell’irradiazione esterna, al contrario, i fotoni presentano un alto grado di pericolosità per due distinti motivi:

 - perché si propagano, con scarso assorbimento, fino a distanze abbastanza grandi dalla sorgente, con conseguente necessità di schermature molto più consistenti di quelle usate per le particelle a e b;

 - perché, data la facilità con cui attraversano la materia, i tessuti più radiosensibili del corpo risultano esposti ai campi di radiazione esterna, con una possibilità di danno biologico che non rimane limitata, come nel caso della contaminazione esterna da particelle a e b, ai tessuti superficiali meno importanti.

 

Neutroni

Il comportamento dei neutroni in interazione con la materia è, tutto sommato, simile a quella delle altre particelle indirettamente ionizzanti (X e g). La loro pericolosità, funzione della loro energia, è però maggiore, il che, a differenza di quanto succede per la radiazione X e g, porta, a parità di dose assorbita, ad una considerevole diversità di dose equivalente da neutroni e da radiazione X e g.

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Attività

L’attività di un radionuclide è definita come il numero di trasformazioni nucleari spontanee nell’unità di tempo:

 A = dN/dt

 L’unità di misura nel SI è il Bequerel (Bq), che corrisponde ad una trasformazione al secondo s- 1 . Molto spesso viene utilizzata la vecchia unità di misura, il Curie (Ci), che corrisponde a 37.000.000.000 Bq, o, più frequentemente, il suo sottomultiplo mCi.

Vale la relazione:

  1 mCi = 3,7 x 10 7 Bq = 37 MBq

 

Va notato come l’attività di 1 Ci corrisponda ad un quantitativo ingente di materiale radioattivo, perciò vengono usati spesso i suoi sottomultipli (mCi, mCi); viceversa l’attività di 1 Bq corrisponde ad una attività estremamente piccola, pertanto nella pratica si usano solo i suoi multipli (kBq, MBq).

 

 

 

Dose assorbita

Poiché tutti gli effetti (biologici, chimici, fisici) indotti dalle radiazioni ionizzanti si manifestano soltanto quando avviene una cessione di energia alla materia, la grandezza che gioca un ruolo fondamentale negli effetti citati è senz’altro la dose assorbita. La dose assorbita D si definisce come:

in cui  è l’energia media ceduta dalla radiazione ionizzante in un elemento di volume di massa dm. L’unità di misura usata nel SI per la dose assorbita è il J kg- 1 ; a questa unità di misura si attribuisce il nome di gray (Gy). Talvolta viene ancora utilizzata la vecchia unità di misura, il rad. Si ha:

1 Gy = 100 rad

Esposizione

Si tratta della più antica delle grandezze dosimetriche, introdotta per descrivere la capacità della radiazione elettromagnetica di produrre ionizzazione in aria. Essa è definita come:

 X = dQ/dm

dove dQ è il valore assoluto della carica totale degli ioni di un segno prodotti in aria quando tutti gli elettroni (positivi e negativi) liberati dai fotoni nell’elemento di volume di massa dm sono completamente fermati in aria.

Nel SI l’esposizione si esprime in C kg- 1 .Di uso ancora comune è la vecchia unità speciale, il röentgen (R), il cui valore esatto è:

1 R = 2,58 x 10 - 4 C kg- 1

Kerma

Il kerma si definisce come:

K = dEtr/dm

 dove dEda Black Scarpe Studente Scarpe Di donna Pelle Trentotto Di Casual Le Scarpe KPHY Selvaggio Scarpe tr è la somma delle energie cinetiche iniziali di tutte le particelle cariche prodotte da particelle indirettamente ionizzanti in un certo volume di specificato materiale e di massa dm. L’unità di misura è la stessa della dose, ossia il Gray.

Le tre grandezze dose, esposizione e kerma sono legate tra di loro da relazioni che divengono estremamente semplici in una situazione sperimentale di particolare importanza, vale a dire quando in un punto del mezzo irradiato con radiazioni indirettamente ionizzanti si verificano le condizioni di equilibrio di particelle cariche. Tali condizioni si intendono realizzate quando l’energia dissipata al di fuori di un piccolo volume sferico, centrato nel punto in esame, da secondari carichi in esso prodotti è compensata dall’energia dissipata al suo interno da secondari carichi prodotti al di fuori.

Dose agli organi

La dose agli organi DT si definisce come

DT = eT/mT

Trentotto KPHY Casual Di donna Di Scarpe Scarpe da Scarpe Scarpe Selvaggio Studente Pelle Le Black in cui eT è l’energia totale impartita all’organo o tessuto T e mT è la massa dell’organo stesso. L’unità di misura nel SI è il Gy.

Dose equivalente

Si definisce dose equivalente dovuta alla radiazione R nell’organo o tessuto T, e si indica con HT,R la grandezza:

HT,R = wR DT,R

in cui DT,R è la dose assorbita dal tessuto o organo T dovuta al tipo di radiazione R e wR è un fattore di peso che tiene conto del diverso tipo di radiazione. Poiché wR è adimensionale l’unità di misura della dose equivalente nel SI è ancora il J kg- 1 che in questo caso prende il nome di Sievert (Sv). La vecchia unità di misura, tuttora a volte utilizzata, è il rem. Vale la relazione:

1 Sv = 100 rem

 La dose equivalente considera il fatto che la probabilità di effetti stocastici dovuti alla radiazione è funzione non solo della dose assorbita dall’organo, ma anche della qualità della radiazione stessa. In pratica una stessa dose assorbita dovuta a radiazione a basso LET o ad alto LET non ha il medesimo effetto dal punto di vista della probabilità di insorgenza di effetti biologici: di questo si tiene conto introducendo un fattore di peso wR dipendente dalla qualità della radiazione (Tab .1 ).

 1.        Tabella 1 Fattori di peso per la radiazione

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TIPO ED ENERGIA DELLA RADIAZIONE

FATTORE DI PESO wR

Fotoni (qualunque energia)

1

Elettroni 1 e muoni (tutte le energie)

1

Neutroni (energia < 10 keV)

5

Neutroni (energia compresa fra 10 e 100 keV)

10

Neutroni (energia compresa fra 100 keV e 2 MeV)

20

Neutroni (energia compresa fra 2 e 20 MeV)

10

Neutroni (energia > 20 MeV)

5

Protoni, tranne quelli di rinculo (energia > 2 MeV)

5

Particelle a, frammenti di fissione, nuclei pesanti

20

[1] Esclusi gli elettroni Auger emessi dai nuclei legati al DNA. 

Dose equivalente impegnata:

Mentre l’irradiazione esterna provoca una deposizione istantanea di energia nel tessuto, l’irradiazione dovuta ad incorporazione di radionuclidi è distribuita nel tempo e la deposizione di energia è funzione del decadimento dei radionuclidi.

Si definisce quindi un’altra grandezza, la dose equivalente impegnata, come:

 

 in cui HT(t) è l’intensità di dose equivalente al tempo t e t è il periodo di tempo su cui si integra.

L’unità di misura nel SI è il Sv.

 Dose efficace

La dose efficace E è definita secondo la relazione:

 

 in cui HT è la dose equivalente nell’organo o tessuto T e wT è il fattore di peso per il tessuto T. Questa grandezza tiene conto attraverso il fattore wT (Tab. 2 ) del fatto che la relazione tra probabilità di effetti stocastici e dose equivalente dipende anche dal tessuto irradiato. La sua unità di misura nel SI è il Sv.

2.        Tabella 2Fattori di peso per i vari tessuti

TESSUTO O ORGANO

FATTORE DI PESO wT

Gonadi

0,20

Midollo osseo (rosso)

0,12

Colon

0,12

Polmone

0,12

Stomaco

0,12

Vescica

0,05

Mammella

0,05

Fegato

0,05

Esofago

0,05

Tiroide

0,05

Cute

0,01

Superfici ossee

0,01

Altri tessuti 1

0,05

1. La categoria “altri tessuti” comprende i seguenti organi o tessuti: surrene, cervello, intestino crasso superiore, intestino tenue, rene, muscolo, milza, pancreas, timo ed utero. Nel caso in cui uno di questi organi ricevesse una dose equivalente superiore a quella ricevuta da uno dei dodici organi che hanno un loro specifico fattore di peso, si dovrà applicare un fattore wT di 0.025 a quest’organo ed un altro fattore 0.025 alla dose media ricevuta dagli altri organi compresi nella categoria “altri tessuti”.

Il fattore di peso per i tessuti wT rappresenta il contributo relativo di ciascun organo o tessuto alla probabilità di induzione di effetti stocastici quando si consideri il corpo irradiato uniformemente con una dose equivalente H.

Poiché per definizione ad una dose equivalente uniforme H su tutto il corpo deve corrispondere una uguale dose efficace E, segue facilmente che la somma dei fattori di peso per i vari tessuti deve essere normalizzata a 1 .

Dose efficace impegnata

donna Scarpe Di Scarpe Di Black da Pelle Trentotto Scarpe KPHY Studente Le Casual Selvaggio Scarpe Analogamente a quanto succede per la dose equivalente impegnata, nel caso di incorporazione di radionuclidi viene definita la grandezza dose efficace impegnata, la cui unità di misura è il Sv, come:

Per tutte le grandezze introdotte, fatta eccezione per la dose impegnata, si può definire il corrispondente rateo (o intensità) come la derivata temporale della grandezza considerata.

 Limiti di dose

In base a quanto fino ad ora esposto, si può dire che le grandezze soggette ai limiti previsti dalla legge sono:

per quanto riguarda i singoli organi la dose equivalente, ovvero quella grandezza che tiene conto dell’energia ceduta e, attraverso il fattore di peso wR del particolare tipo di radiazione responsabile della cessione dell’energia e, per quanto riguarda il corpo intero, la dose efficace, che tiene conto attraverso il fattore di peso wT anche del particolare organo che ha ricevuto dose.

I limiti di dose per anno solare stabiliti dal D. Lgs 230 / 95 sono mostrati in Tab. 3 :

Tabella 3 - Limiti di dose

 

Dose efficace (mSv)

Trentotto Scarpe Scarpe Di Black Scarpe Pelle KPHY Casual Selvaggio Di donna Le Scarpe Studente da Dose equivalente

Studente Pelle Trentotto Scarpe Scarpe da Di Selvaggio Di Le donna Scarpe Black KPHY Casual Scarpe (mSv)

 

cristallino

pelle

arti 3

Black Pelle Studente Le donna Scarpe Selvaggio Casual da Scarpe KPHY Di Trentotto Scarpe Di Scarpe pubblico

1

15

50 1

-------

lavoratori esposti

20

150

500 2

500

1 Calcolato in media su 1 cm 2 di pelle, indipendentemente dalla superficie esposta

2 Tale limite si applica alla dose media, su qualsiasi superficie di 1 cm 2 , indipendentemente dalla superficie esposta

3 Mani, avambracci, piedi, caviglie.

 In generale, ai fini di valutare la dose efficace ricevuta in un anno solare, si impiega la seguente relazione:

 

 dove  è la dose efficace derivante da esposizione esterna;

 e  rappresentano la dose efficace impegnata per unità di introduzione del radionuclide j (Sv/Bq) rispettivamente ingerito o inalato;

 e  rappresentano rispettivamente l’introduzione tramite ingestione o tramite inalazione del radionuclide j (Bq).

Nell’allegato IV del D. Lgs 230 / 95 sono riportati i valori di  e  per i diversi radionuclidi e per gli individui appartenenti alle diverse categorie.

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Effetti deterministici

Quando un mezzo biologicamente significativo viene esposto in un campo di radiazioni ionizzanti diviene sede di una serie di processi, originati dal trasferimento di energia dalle radiazioni al mezzo, che si possono concludere con la manifestazione di un certo effetto.

Il processo della ionizzazione porta necessariamente ad alterazioni degli atomi, almeno in via transitoria, e può in tal modo dar luogo a modificazioni nella struttura delle molecole che li contengono. Se le molecole alterate sono situate in una cellula vivente, la cellula stessa può risultare danneggiata, sia direttamente, quando la molecola interessata ha un’importanza critica per le funzioni della cellula, sia indirettamente, attraverso fenomeni chimici su molecole adiacenti, per esempio attraverso la formazione di radicali liberi. Il danno che potenzialmente la radiazione può indurre in una cellula avviene a diversi livelli, ma, senz’altro la categoria di danni cellulari più importante è quella che ha come bersaglio il DNA. Il danno al DNA può impedire la sopravvivenza o la riproduzione della cellula, ma spesso il danno viene riparato dalla cellula stessa. Se tale riparazione non è perfetta, può dar luogo ad una cellula vitale, ma modificata.

Quando un numero sufficiente di cellule in un organo o tessuto viene inattivato o non è più in grado di riprodursi e funzionare normalmente, vi è una perdita di funzione dell’organo. Il danno prodotto viene in questo caso definito deterministico. La gravità di tale danno aumenta con l’aumentare del numero di cellule inattivate, che, a sua volta, dipende dalla dose assorbita. Vi è una soglia al di sotto della quale la perdita di cellule è troppo piccola per produrre una perdita di funzione clinicamente rilevabile del tessuto o dell’organo. Se questa soglia viene superata, l’inattivazione cellulare non sarà più compensata dalla proliferazione delle cellule che sopravvivono, portando così ad una grave perdita di funzioni in un tessuto o in un organo.

Nella Tab. 4 sono riportati i valori di soglia per alcuni effetti deterministici nei tessuti più radiosensibili del corpo

 Tabella 4 - Stime delle soglie per effetti deterministici nel testicolo, ovaio, cristallino e midollo osseo

Tessuto ed effetto

 

Equivalente

di dose totale

ricevuto

in una breve esposizione singola

 

(Sv)

Equivalente

di dose totale

ricevuto in esposizioni molto frazionate

o protratte

 

(Sv)

Intensità di dose

annua se ricevuta annualmente in esposizioni molto frazionate o protratte

 su molti anni

(Sv/anno)

Testicoli

Sterilità temporanea

Sterilità permanente

 

0,15

3,5 - 6,0 2

 

NA1

NA

 

0,4

2,0

Ovaio

Sterilità

 

2,5 - 6,0

 

6,0

 

> 0,2

Cristallino

Opacità visibili

Lesioni del visus(cataratta)

 

0,5 - 2,0 3

5,04

 

5

> 8

 

 

> 0,1

> 0,15

Midollo osseo

Depressione

dell’ematopoiesi

 

0,5 WHISPER Outdoor Viola 5124 BKGA Donna Keen Sandali fqnxZOw7Od

 

NA

 

> 0,4

 1NA significa non applicabile, poiché la soglia dipende più dall’intensità di dose che dalla dose totale.

2 V. UNSCEAR, 1988 a.

3V. anche Otake e Schull, 1990 .

4Dato come 2 - 10 Sv (NCRP, 1989 a)

Tranne che per le note ( 2 , 3 e 4 ) i valori della Tab. V denotano i valori di soglia attuali, espressi come dose equivalente.

 Effetti stocastici

Una cellula somatica modificata può conservare ancora la sua capacità di riprodursi e può dar luogo ad un clone di cellule modificate che potrà evolvere alla fine in un tumore. Una cellula modificata che abbia sede nelle gonadi e la cui funzione sia quella di trasmettere informazioni genetiche alla discendenza di un individuo esposto, può trasmettere un’informazione imprecisa e può essere causa di gravi danni ad alcuni dei discendenti. Questi effetti somatici ed ereditari, che possono originarsi da una singola cellula modificata, vengono chiamati effetti stocastici. Non esiste un valore di soglia per la dose che induca effetti stocastici. A dosi molto basse la probabilità che tali modificazioni si verifichino in una popolazione di cellule di un tessuto è proporzionale alla dose assorbita.

Il problema fondamentale, comune a diverse branche applicative, tra cui la radioprotezione, è quello di mettere in relazione l’effetto prodotto con le caratteristiche fisiche del campo di radiazione. Da quanto detto in precedenza risulta chiaro come l’oggetto principale della radioprotezione sia la probabilità di insorgenza di danni stocastici dovuti a bassi valori di dose assorbita, visto che ciò rappresenta il problema più frequente nelle attività che comportino l’esposizione a radiazioni ionizzanti.

 Rischio radiologico

Con il termine rischio radiologico si intende definire la probabilità di insorgenza di danni dovuti all’esposizione alle radiazioni di persone che lavorano in presenza di sorgenti di radiazioni ionizzanti.

Ogni volta che si considera il rischio di danno biologico conseguente a radiazioni, si distinguono due modi con cui il soggetto può essere esposto:

irradiazione esterna

contaminazione interna

Per irradiazione esterna si intende quella dovuta a sorgenti situate all’esterno del soggetto. In questo caso i parametri fondamentali che vanno tenuti in considerazione sono il numero, il tipo e le dimensioni delle sorgenti ed i rapporti geometrici (distanza e posizione) rispetto all’organismo (organo o tessuto). Il campo di radiazioni può risultare, infatti, a seconda dei suddetti parametri, più o meno intenso e costituito da radiazioni più o meno penetranti. In tal caso è pertanto necessario conoscere la capacità di penetrazione dei vari tipi di radiazione (particelle a, b, radiazione X e g, neutroni) e la profondità dei vari organi o tessuti di rilievo.

Per contaminazione radioattiva deve intendersi l’inquinamento di un ambiente e delle sue componenti dovuto a deposito o manipolazione di sostanze radioattive non sigillate.

Nel caso di contaminazione interna corporea è necessario, in primo luogo, conoscere quali radionuclidi siano stati introdotti nel corpo umano. Ogni radionuclide, infatti, emette radiazioni di tipo differente e su scale temporali differenti (tempo di dimezzamento fisico). Inoltre, poiché i radionuclidi presentano caratteristiche analoghe a quelle dell’equivalente stabile, è fondamentale conoscere i modelli metabolici di ritenzione e di accumulo corporei di tali elementi chimici (tempo di dimezzamento biologico). E’ inoltre fondamentale conoscere la via di introduzione del radioisotopo nell’organismo.

Le vie di introduzione più comuni, ed alle quali fa riferimento la legislazione italiana, per il lavoratore esposto e per la popolazione, sono:

inalazione

ingestione

Il rischio di contaminazione da inalazione si ha quando si respira aria contaminata.

La contaminazione per ingestione avviene, nei casi più frequenti, assumendo cibo o portando alla bocca oggetti quali, ad es., sigarette, dopo aver toccato superfici a loro volta contaminate.

Vi sono anche altre vie di introduzione, come le ferite e, in alcuni casi, la pelle stessa (in quest’ultimo caso si fa riferimento a particolari sostanze, quali l’acqua triziata, non sempre utilizzate).

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Per le sorgenti situate all’esterno dell’organismo, la protezione può essere realizzata mediante una opportuna combinazione di tre fattori:

distanza

L’intensità della radiazione proveniente da una sorgente diminuisce proporzionalmente con il quadrato della distanza dalla sorgente stessa. La distanza costituisce, quindi, il primo e più semplice mezzo di protezione.

Schermature

Il campo di radiazioni prodotto dalle sorgenti può essere attenuato, per assorbimento, da opportune schermature disposte attorno alle stesse. La natura del materiale assorbente e lo spessore necessario sono legati al tipo e all’energia delle radiazioni emesse. Per la radiazione X e per la radiazione g, ad esempio, data la grande dipendenza delle sezioni d’urto per effetto fotoelettrico dal numero atomico del mezzo, il materiale ad alta densità e alto numero atomico offre una schermatura più efficiente; pertanto è sufficiente uno spessore minore per ottenere l’assorbimento necessario (è questo il motivo per cui si usano spesso le protezioni di piombo). Poiché all’aumentare della distanza tra sorgente e schermo aumenta la superficie della barriera necessaria per schermare la zona che si vuole proteggere, conviene sistemare lo schermo il più possibile vicino alla sorgente di radiazione. Quando si costruisce uno schermo utilizzando elementi liberi (per esempio mattoni in piombo) è necessario fare molta attenzione alle fessure che permettono il passaggio di radiazioni fra blocchi adiacenti. E’ proprio per questa ragione che i mattoni di piombo presentano bordi ad incastro.

tempo

Poiché la dose accumulata dall’organismo esposto è direttamente proporzionale al tempo di esposizione, dovrà essere limitato adeguatamente il tempo di lavoro in presenza di radiazioni

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Nella manipolazione di materiali radioattivi a scopo terapeutico e diagnostico, il pericolo da radiazione oltre a quello derivante dall’esposizione esterna è rappresentato dalla possibile contaminazione interna.

La protezione individuale si attua generalmente mediante l’impiego di indumenti protettivi personali (camici o tute, sovrascarpe, guanti, mascherine) e la limitazione del tempo di permanenza nella zona contaminata, seguendo le specifiche direttive dell’Esperto Qualificato.

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In Italia la sorveglianza della protezione dalle radiazioni ionizzanti è regolata dal D. Lgs. 230 / 95 (modificato e integrato dal D. Lgs 241 / 00 ). Questo D. Lgs., che sostituisce il vecchio D.P.R. 185 / 64 , recepisce una serie di direttive Euratom a loro volta emanate tenendo conto delle raccomandazioni della ICRP (International Commission on Radiation Protection), organismo internazionale fondato nel 1928 con il nome di International X-ray and Radium Protection Committee, che, basandosi sui lavori pubblicati in materia di effetti sull’uomo delle radiazioni ionizzanti, emana periodicamente dei rapporti contenenti norme di buon comportamento in radioprotezione.

La sorveglianza fisica della protezione dalle radiazioni ionizzanti è demandata dal D. Lgs. citato alla figura dell’Esperto Qualificato (art. 77 ), cui competono una serie di attribuzioni (art. 79 ), tra cui:black NIKE White University Shift Zoom Donna Red xUYqHgU8

- redigere e trasmettere al datore di lavoro la relazione scritta contenente le valutazioni e le indicazioni di radioprotezione relative alle attività soggette al D. Lgs. stesso, prima del loro inizio (art. 61 );

- effettuare l’esame e la verifica delle attrezzature, dei dispositivi e degli strumenti di protezione da utilizzare;

- effettuare una sorveglianza ambientale di radioprotezione nelle zone classificate;

- valutare le dosi e le introduzioni di radionuclidi per i lavoratori esposti.

Sulla base delle valutazioni fatte, l’Esperto Qualificato deve indicare per iscritto al Datore di Lavoro (art. 80 ) tra l’altro:

- l’individuazione e la classificazione delle zone a rischio;

- la classificazione dei lavoratori addetti.

Individuazione delle aree di rischio e loro classificazione

Il D. Lgs 230 / 95 prevede che i datori di lavoro debbano provvedere, sulla base delle indicazioni fornite dall’Esperto Qualificato, all’individuazione, delimitazione, segnalazione, classificazione ed eventualmente regolamentazione degli ambienti di lavoro nei quali si faccia uso di sorgenti di radiazioni ionizzanti. All’ingresso dei locali in cui viene utilizzata in modo stabile una sorgente o apparecchiatura radiogena è esposta la segnaletica riportante il simbolo di radiazioni ionizzanti di cui alla figura.

 

In funzione del livello del rischio di esposizione lavorativa è prevista la classificazione di tali aree di lavoro in zone controllate e zone sorvegliate.

 Zona controllata - per i lavoratori in essa operanti vi è il rischio di una esposizione globale superiore a 6 mSv/anno

 

Zona sorvegliata - per i lavoratori in essa operanti vi è il rischio di una esposizione globale superiore a 1 mSv/anno, ma inferiore a 6 mSv/anno (va ricordato che 1 mSv/anno costituisce il limite di esposizione fissato per le persone del pubblico).

 All’esterno dell’area, unitamente al simbolo di cui sopra è riportata anche la sua classificazione.

Negli impianti fissi, all’esterno dell’area è posto un avvisatore luminoso che segnala con luce rossa la presenza di possibile pericolo di esposizione a radiazioni. In presenza di luce rossa è vietato di norma l’accesso all’area. Alle porte sono comunque collegati microinterruttori che interrompono l’erogazione in caso di apertura accidentale della stessa.

La classificazione delle aree di lavoro viene effettuata in base al tipo di macchina radiogena ed alle diverse sostanze radioattive utilizzate, oltre che al carico di lavoro dichiarato dai Dirigenti delle varie strutture interessate.

 Classificazione dei lavoratori

Il D. Lgs. 230 / 95 , art. 61 , prescrive che i datori di lavoro debbano provvedere, sulla base delle indicazioni dell’Esperto Qualificato, alla classificazione dei lavoratori esposti dal punto di vista della protezione dalle radiazioni ionizzanti.

Come si è già detto, il limite di dose efficace per il pubblico è stato fissato pari a 1 mSv/anno. I lavoratori suscettibili di assumere, nel corso della loro attività, una dose superiore a tale valore, vengono classificati come esposti. All’interno dei lavoratori esposti vanno a loro volta distinti due gruppi, i lavoratori di categoria A e di categoria B. Il valore di dose efficace che, secondo la legge, un lavoratore esposto deve essere suscettibile di superare per l’appartenenza alla categoria A è pari a 6 mSv/anno. 

Tabella 5 Classificazione dei lavoratori

 

Dose efficace (mSv)

Dose equivalente

(mSv)

 

cristallino

pelle

arti 3

lavoratori esposti

> 1

> 15

> 50 1

> 50

Categoria A

> 6

> 45

> 150 2

> 150

Categoria B

Tutti i lavoratori esposti non in Categoria A

1 Calcolato in media su 1 cm 2 qualsiasi di pelle, indipendentemente dalla superficie esposta

2 Tale limite si applica alla dose media, su qualsiasi superficie di 1 cm 2 , indipendentemente dalla superficie esposta

3 Mani, avambracci, piedi, caviglie.

 Nello stabilire la classificazione del personale vanno tenuti in considerazione sia i risultati della dosimetria ambientale sia le informazioni fornite dai dirigenti dei reparti stessi circa il tempo di permanenza dei diversi dipendenti in zone maggiormente esposte alle radiazioni ionizzanti.

Occorre precisare che, in pratica, nella classificazione dei lavoratori esposti sia di categoria B che di categoria A i rispettivi limiti sono in genere abbassati a scopi cautelativi. Infatti, nell'accertamento delle condizioni di appartenenza all'una o all'altra delle due categorie, l'esperto qualificato deve tener conto anche delle esposizioni conseguenti a eventi anomali e a malfunzionamenti che siano suscettibili di aumentare le dosi derivanti dalla normale attività lavorativa programmata, ma non delle esposizioni accidentali o di emergenza.

Per tale motivo si assume come criterio conservativo quello di assegnare alla categoria dei lavoratori esposti di tipo B, ad esempio, coloro (T.S.R.M., medici radiologi ) i quali si trovino ad operare presso le diagnostiche tradizionali, al riparo di schermature fisse.

Nel caso in cui, a causa della particolare attività, l’operatore non possa lasciare il locale durante l’erogazione dei raggi (radiologia interventistica), in generale, a seconda del carico di lavoro, potrà essere classificato esposto di categoria A; analogamente nel caso in cui, come in medicina nucleare, si trovi ad utilizzare sorgenti radioattive non sigillate.

Ad ogni modo occorre puntualizzare che, neppure nelle situazioni di maggior rischio per l’operatore, la dose ricevuta annualmente può superare il limite di legge per i lavoratori di categoria A a patto che si operi nel rispetto delle norme di sicurezza e protezione elaborate dall’esperto qualificato.

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 Al fine di ottimizzare la radioprotezione dei lavoratori che prestano servizio negli ambienti nei quali si utilizzano sorgenti di radiazioni ionizzanti, sono redatte dall’Esperto Qualificato ed emanate dal datore di lavoro le norme interne di radioprotezione, specifiche per ogni tipo di attività. E’ fatto obbligo ai Dirigenti delle strutture interessate di rendere note ai lavoratori le suddette norme, che andranno esposte in modo ben visibile nei vari reparti. I lavoratori, a loro volta, dovranno osservare scrupolosamente le prescrizioni previste.

Di seguito sono riportate alcune considerazioni circa le attività che si esplicano in una struttura sanitaria.

 Radiodiagnostica

I rischi connessi all’utilizzo delle radiazioni ionizzanti sono, in questo caso, legati all’utilizzo dei tubi a raggi X, sia quelli impiegati in radiologia tradizionale, che in apparecchi ad alta tecnologia (TAC, angiografi, ecc...). In base a quanto detto in precedenza, per questo tipo di sorgenti i rischi da radiazioni sussistono esclusivamente durante l’erogazione dei raggi: non si può avere esposizione a radiazioni se non durante l’esame, quindi non esistono rischi quando il tubo non è in funzione. Non esistono, ovviamente, problemi di contaminazione[4]. La protezione dei lavoratori si attua operando in modo opportuno su distanza, schermature e tempo. Occorre, tuttavia, distinguere tra alcune categorie di apparecchiature, ossia:

 Installazioni fisse

Negli esami che non richiedono la presenza dell’operatore in prossimità dell’apparecchio radiogeno, la protezione dei lavoratori è garantita dalla presenza di barriere, scelte e posizionate secondo quanto stabilito dall’Esperto Qualificato.

Per quanto riguarda quei particolari esami per i quali è impossibile lavorare al riparo delle suddette barriere protettive (ad esempio esami in scopia nel corso di interventi operatori, esami angiografici, ecc...), la protezione dei lavoratori viene garantita se sono indossati opportuni indumenti shermati, e, ovviamente, riducendo al minimo il tempo di esposizione compatibilmente alle esigenze diagnostiche. L’utilizzo di intensificatori di brillanza negli apparecchi che lavorano in scopia contribuisce ulteriormente alla diminuzione dei valori di dose.

 Installazioni mobili

Quando si utilizzano apparecchiature mobili, data l’impossibiltà, per ragioni ovvie, di fare sempre uso delle stesse barriere protettive, occorre tener presente, ai fini della radioprotezione, le specifiche direttive stabilite dall’Esperto Qualificato. In generale, quando la situazione lo rende possibile, le stesse pareti dei locali potranno fornire una adeguata schermatura. E’ comunque buona norma limitare gli esami con apparecchiature mobili ai soli casi di estrema necessità.

 Radioterapia con fasci esterni

In radioterapia si utilizzano sorgenti di radiazione di alta energia, nella fattispecie tubi a raggi X ad alto kilovoltaggio. Anche in questo caso la protezione dei lavoratori si attua operando in modo opportuno sui distanza, schermature e tempo.

 Medicina nucleare

Il rischio da radiazioni connesso alle attività che hanno luogo nell’ambito della medicina nucleare è legato, come si è visto, sia all’esposizione esterna che alla contaminazione interna.

La radioprotezione dei lavoratori si attua oltre che con l’utilizzo di indumenti protettivi precedentemente citati e con la limitazione del tempo di permanenza nella zona contaminata, anche assicurando condizioni operative di pulizia; la delicatezza delle operazioni da compiere richiede inoltre grande attenzione nella manipolazione delle sorgenti.

 Laboratorio RIA

Nel laboratorio RIA si opera esclusivamente con kits contenenti farmaci marcati, prevalentemente con 125 I. Il rischio di contaminazione connesso a questo tipo di attività è limitato e può essere reso minimo operando, anche in questo caso, in condizioni di pulizia e di accuratezza.

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In radioprotezione vengono effettuati due tipi di dosimetria: la dosimetria ambientale e la dosimetria personale. Gli scopi della dosimetria ambientale sono quelli di determinare nelle cosiddette zone controllate e/o sorvegliate la dose dovuta alle sorgenti di radiazioni ionizzanti in esse operanti; la dosimetria personale è indirizzata invece a determinare le dosi assorbite dai lavoratori che operano in dette zone. E’ chiaro come una accurata dosimetria serva anche da verifica dell’efficienza dei dispositivi di protezione in atto.

 Dosimetria personale

Il D. Lgs. 230 / 95 (art. 79 ) prescrive che la dose individuale per i lavoratori esposti di categoria A venga valutata mediante uno o più apparecchi di misura idonei (esposizioni esterne) e mediante opportuni metodi fisici e/o radiotossicologici (incorporazioni). La valutazione della dose per i lavoratori esposti non classificati in categoria A può essere, invece, effettuata sulla base della dosimetria ambientale.

Si ritiene comunque opportuno mantenere il dosimetro personale anche ai lavoratori classificati in categoria B, in quanto, così facendo, è possibile stimare con maggiore accuratezza e precisione la dose assorbita da ciascuno di essi.

Per quel che riguarda la dosimetria personale, questa si articola secondo due filoni operativi, rispettivamente la dosimetria per la valutazione della dose dovuta a irradiazione esterna e la dosimetria per la valutazione della dose da irradiazione interna.

Dosimetria esterna

Il metodo attualmente più diffuso per la valutazione della dose personale dovuta ad irradiazione esterna, è quello di utilizzare dosimetri a TLD.

Questo tipo di dosimetro è costituito da un cristallo termoluminescente sensibile ai raggi X e g. Riscaldando il cristallo (di solito LiF drogato) ad opportune temperature, viene riemessa una quantità di radiazione luminosa proporzionale a quella ceduta dalla particella ionizzante. Il segnale luminoso, mediante un’apposita elettronica, viene trasformato in segnale in corrente, da cui è, quindi, possibile risalire alla valutazione della dose assorbita.

Corretta ubicazione del dosimetro

Il dosimetro per la valutazione della dose al corpo intero deve essere posto sul camice all’altezza del petto. Nei casi in cui viene utilizzato il camice piombato il dosimetro va posto sotto di esso: in questo modo, infatti, non viene tenuta in considerazione la radiazione schermata dal camice che quindi non dà contributo alla dose al corpo intero.

Il dosimetro per il calcolo della dose alle estremità può essere del tipo ad anello o a bracciale e va portato a contatto della pelle sulle dita e sull’avambraccio. Quando si opera con i guanti protettivi il dosimetro deve, per le stesse ragioni esposte prima a proposito del dosimetro al petto, essere portato sotto l’indumento protettivo. Va fatta un’eccezione per quanto riguarda i dosimetri utilizzati per la valutazione della dose al cristallino, i quali vanno indossati al di sopra degli indumenti protettivi, come di seguito indicato.

Periodo di permanenza del dosimetro in campo

Il periodo di tempo che intercorre tra due letture consecutive del dosimetro viene scelto nel caso dei dosimetri personali normalmente pari ad un mese. Valutazioni particolari possono far variare la frequenza delle letture.

Dosimetria interna

La dosimetria interna si occupa della valutazione della dose assorbita dai diversi organi e tessuti del corpo umano a seguito di introduzione di radioattività nell’organismo.Women Air Max 021 Grigio Nike bianco Thea 599409 t1Unqd

La stima della dose ricevuta dai vari organi a seguito di una contaminazione interna non è effettuabile per via diretta, come nel caso dell’irradiazione esterna. In pratica quello che si può tentare di determinare sperimentalmente è l’attività depositata, tramite ad esempio analisi degli escreti. Dai risultati ottenuti, grazie ad opportuni modelli, si risale poi al calcolo della dose impegnata.

Il problema della sorveglianza dosimetrica dei lavoratori addetti ad attività che comportano rischi da contaminazione interna presenta quindi aspetti assai complessi. La tendenza in atto è perciò quella di privilegiare la prevenzione, attraverso l’adozione di efficaci norme di lavoro e l’uso di particolari dispositivi di protezione, rendendo così necessarie le suddette valutazioni solo in casi accidentali.


 


PROFESSIONALE ACCESSORI 187 RITMICA SPORTIVI GINNASTICA white SCARPETTE GIMER ARTISTICA 7 SCARPE MAG qEzF8wHLa sezione d’urto esprime la probabilità che un’interazione di un certo tipo abbia luogo. Quando sono possibili più processi indipendenti, la sezione d’urto totale s può essere espressa come somma delle sezioni d’urto sj dei singoli processi. L’unità di misura della sezione d’urto è il m 2 , ma, comunemente, si preferisce usare l’unità speciale barn (b):

1 b = 10 - 28 m 2

[2]Va però precisato che questa semplice legge descrive correttamente la penetrazione del fascio nella materia soltanto nelle condizioni cosiddette di “buona geometria”. Dette condizioni sono quelle schematicamente illustrate in fig. 7 a). (in pratica, lavorare in condizioni di buona geometria significa considerare la sorgente di radiazione puntiforme e trascurare la produzione nell’assorbitore di particelle secondarie diffuse nella direzione del rivelatore).

 

Slip rimanere un pantofole anti maschio Blu paio di estate bagno Pantofole DogHaccd indoor di morbido donne è 3 fresco esposta cielo1 una pantofole wgnOqa0Così vengono definiti gli elettroni emessi in seguito all’interazione delle particelle ionizzanti con la materia

[4] A questo proposito è opportuno ricordare che, alle energie in gioco in radiodiagnostica, l’irradiazione non rende radioattivi né l’aria, né gli oggetti, né la persona esposta.

Glossario

Acceleratore: apparecchio o impianto in cui sono accelerate particelle e che emette radiazioni ionizzanti con energia superiore a un mega electron volt ( 1 MeV)

ALARA (As Low As Reasonably Achievable): procedura per tenere le dosi ricevute dai lavoratori e dal pubblico le più basse possibili, tenendo conto dei fattori economici e sociali.

Apprendista: persona che riceve in un’impresa un’istruzione e una formazione allo scopo di esercitare un mestiere specifico

Attivazione: processo per effetto del quale un nuclide stabile si trasforma in radionuclide, a seguito di irradiazione con particelle o con raggi gamma ad alta energia del materiale in cui è contenuto.

Attività (A): quoziente di dN diviso per dt, in cui dN è il numero atteso di transizioni nucleari spontanee di una determinata quantità di un radionuclide da uno stato particolare di energia in un momento determinato, nell'intervallo di tempo dt. L'unità di misura è il Becquerel

Becquerel (Bq): nome speciale dell'unità di attività (A); un becquerel equivale ad una transizione per secondo.

1 Bq = 1 disintegrazione/secondo = 1 ×s- 1

l'unità utilizzata anteriormente era il curie.

I fattori di conversione da utilizzare quando l'attività è espressa in curie (Ci) sono i seguenti:

1 Ci = 3,7 × 1010 Bq (esattamente)

1 mCi = 37 Le donna KPHY Di Scarpe Scarpe Pelle Black Trentotto Casual Selvaggio da Scarpe Studente Scarpe Di MBq

1 Bq= 2,7027 x 10 - 11 Ci

Contaminazione radioattiva: contaminazione di una matrice, di una superfice, di un ambiente di vita o di lavoro o di un individuo, prodotta da sostanze radioattive. Nel caso particolare del corpo umano, la contaminazione radioattiva include tanto la contaminazione esterna quanto la contaminazione interna, per qualsiasi via essa si sia prodotta.

Decontaminazione: rimozione di materiale radioattivo dalle superfici o dalla matrice su cui si è depositato.

Detrimento sanitario: stima del rischio di riduzione della durata e della qualità della vita che si verifica in una popolazione a seguito dell'esposizione a radiazioni ionizzanti. Essa include la riduzione derivante da effetti somatici, cancro e gravi disfunzioni genetiche

Dose: grandezza radioprotezionistica ottenuta moltiplicando la dose assorbita (D) per fattori di modifica, al fine di qualificare il significato della dose assorbita stessa per gli scopi della radioprotezione

Dose assorbita (D): energia assorbita per unità di massa e cioè il quoziente di dE diviso per dm, in cui dE è l'energia media ceduta dalle radiazioni ionizzanti alla materia in un elemento volumetrico e dm la massa di materia contenuta in tale elemento volumetrico; ai fini del presente decreto, la dose assorbita indica la dose media in un tessuto o in organo. L’unità di dose assorbita è il gray;

Dose efficace (E): somma delle dosi equivalenti nei diversi organi o tessuti, ponderate in base all’organo o tessuto stesso, l’unità di dose efficace è il sievert;

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I valori dei fattori di ponderazione wT per i diversi organi o tessuti sono i seguenti:

Scarpe Le Di Scarpe Selvaggio Pelle Scarpe Studente Di donna Scarpe Trentotto da KPHY Black Casual Gonadi

da Scarpe Casual Le Pelle Black Studente Scarpe Selvaggio KPHY Scarpe donna Scarpe Trentotto Di Di 0,20

Midollo osseo (rosso)

0,12

Polmone (vie respiratorie toraciche) 

0,12

Colon

0,12

Stomaco

0,12

Vescica

0,05

Mammelle

0,05

Fegato

0,05

Esofago

0,05

Tiroide

0,05

Pelle

0,01

Superficie ossea

0,01

Rimanenti organi e tessuti

0,05

Nei casi eccezionali in cui un unico organo o tessuto tra i rimanenti riceva una dose equivalente superiore alla dose più elevata cui è stato sottoposto uno qualsiasi dei dodici organi per cui è specificato il fattore di ponderazione, a tale organo o tessuto si applica un fattore di ponderazione specifico pari a 0,025 e un fattore di ponderazione di 0,025 alla media della dose negli altri rimanenti organi o tessuti come definiti sopra.

Dose efficace impegnata (E(t)): somma delle dosi equivalenti impegnate nei diversi organi o tessuti HT(t) risultanti dall’introduzione di uno o più radionuclidi, ciascuna moltiplicata per il fattore di ponderazione del tessuto wT ; la dose efficace impegnata E(t) è definita da :

E(t) = STwTHT(t)

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dove t indica il numero di anni per i quali è effettuata l’integrazione; l’unità di dose efficace impegnata è il sievert.

Dose impegnata: dose ricevuta da un organo o da un tessuto, in un determinato periodo di tempo, in seguito all'introduzione di uno o più radionuclidi;

Dose equivalente (H(T)): dose assorbita media in un tessuto o organo T, ponderata in base al tipo e alla qualità della radiazione; l’unità di dose equivalente è il sievert

I valori del fattore di ponderazione delle radiazioni wR sono i seguenti:

Fotoni, tutte le energie

1

Elettroni e muoni, tutte le energie

1

Neutroni con energia                   < 10 keV

5

               con energia       10 keV – 100 keV

10

               con energia  > 100 keV – 2 MeV

20

               con energia    > 2 MeV – 20 MeV

10

               con energia    > 20 MeV

5

Protoni, esclusi protoni di rinculo, con energia > 2 MeV

5

Particelle alfa, frammenti di fissione, nuclei pesanti

20

Dose equivalente impegnata: integrale rispetto al tempo dell’intensità di dose equivalente in un tessuto o organo T che sarà ricevuta da un individuo, in quel tessuto o organo T, a seguito dell’introduzione di uno o più radionuclidi; la dose equivalente impegnata è definita da:

per una singola introduzione di attività al tempo t0 dove t0 è il tempo in cui l’introduzione, HT (t) è l’intensità di dose equivalente nell’organo o nel tessuto T al tempo t, t è il periodo di tempo, espresso in anni, su cui avviene l’integrazione;

qualora t non sia indicato, si intende un periodo di 50 anni per gli adulti e un periodo fino all’età di 70 anni per i bambini; l’unità di dose equivalente impegnata è il sievert

Emergenza: una situazione che richiede azioni urgenti per proteggere lavoratori, individui della popolazione ovvero l’intera popolazione o parte di essa

Emivita o tempo di dimezzamento: vi sono tre tipi di emivite caratteristiche di ogni radionuclide:

1)    emivita fisica (T1/2): tempo richiesto da una sostanza radioattiva per perdere il 50% della sua attività per decadimento radioattivo;

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2)    emivita biologica (Tb): intervallo di tempo in cui l’attività del radionuclide incorporato si riduce alla metà in un certo compartimento per effetto dei processi di rinnovo e ricambio.

3)    emivita effettiva (Teff): tempo richiesto da un nuclide radioattivo presente nell'organismo per ridursi del 50%, attraverso l'azione combinata del decadimento radioattivo e della normale escrezione corporea. E' definita nel seguente modo:

Esperto qualificato: persona che possiede le cognizioni e l'addestramento necessari sia per effettuare misurazioni, esami, verifiche o valutazioni di carattere fisico, tecnico o radiotossicologico, sia per assicurare il corretto funzionamento dei dispositivi di radioprotezione, sia per fornire tutte le altre indicazioni e formulare provvedimenti atti a garantire la sorveglianza fisica della protezione dei lavoratori e della popolazione. La sua qualificazione è riconosciuta secondo procedure stabilite per legge.

Esposizione (X): densità di ionizzazione in aria, dovuta ai raggi X o g; l'unità di misura attuale è il coulomb per chilogrammo, C/kg, mentre quella anteriore era il roentgen, R:

1 R= 2,5 · 10 - 4 C·Kg- 1

Esposizione: qualsiasi esposizione di persone a radiazioni ionizzanti. Si distinguono:

1)    l’esposizione esterna: esposizione prodotta da sorgenti situate all’esterno dell’organismo;

2)    l’esposizione interna: esposizione prodotta da sorgenti introdotte nell’organismo;

3)    l’esposizione totale: combinazione dell'esposizione esterna e dell’esposizione interna.

Esposizione accidentale: esposizione di singole persone a carattere fortuito e involontario

Esposizione d'emergenza: esposizione giustificata in condizioni particolari per soccorrere individui in pericolo, prevenire l'esposizione di un gran numero di persone o salvare un'installazione di valore e che può provocare il superamento di uno dei limiti di dose fissati per i lavoratori esposti

Esposizione globale: esposizione, considerata omogenea, del corpo intero.

Esposizione parziale: esposizione che colpisce soprattutto una parte dell'organismo o uno o più organi o tessuti, oppure esposizione del corpo intero considerata non omogenea

Esposizione potenziale: esposizione che, pur non essendo certa, ha una probabilità di verificarsi prevedibile in anticipo

Esposizione soggetta ad autorizzazione speciale: esposizione che comporta il superamento di uno dei limiti di dose annuale fissati per i lavoratori esposti, ammessa in via eccezionale solo nei casi indicati nel decreto di cui all'articolo 82 del D. Lgs. 230 / 95 ;

Fattore di ponderazione di un organo o tessuto: frazione del rischio stocastico, risultante da un'irradiazione uniforme del corpo, attribuibile all'organo o tessuto considerato.

Fattore di qualità della radiazione: fattore per il quale si moltiplica la dose assorbita in tessuto per tener conto della qualità della radiazione.

Fondo naturale di radiazioni: insieme delle radiazioni ionizzanti provenienti da sorgenti naturali, sia terrestri che cosmiche, sempreché l'esposizione che ne risulta non sia accresciuta in modo significativo da attività umane.

Gestione dei rifiuti: insieme delle attività concernenti i rifiuti: raccolta, cernita, trattamento e condizionamento, deposito, trasporto, allontanamento e smaltimento nell'ambiente;

Gray: nome speciale dell’unità di dose assorbita

1 Gy = 1 joul/kg = 1 J Kg- 1

L'unità precedentemente impiegata era il rad.

I fattori di conversione da utilizzare quando la dose assorbita è espressa in rad sono i seguenti:

1 rad = 10 - 2 Gy
1 Gy = 100 rad

Gruppi di riferimento (gruppi critici) della popolazione: gruppi che comprendono persone la cui esposizione è ragionevolmente omogenea e rappresentativa di quella degli individui della popolazione maggiormente esposti, in relazione ad una determinata fonte di esposizione

Incidente: evento imprevisto che provoca danni ad un'installazione o ne perturba il buon funzionamento e può comportare, per una o più persone, dosi superiori ai limiti

Incorporazione (o assunzione):contaminazione interna, a seguito della quale sostanze radioattive partecipano al metabolismo dell'organismo o a processi organici;

Intervento: attività umana intesa a prevenire o diminuire l'esposizione degli individui alle radiazioni dalle sorgenti che non fanno parte di una pratica o che sono fuori controllo per effetto di un incidente, mediante azioni sulle sorgenti, sulle vie di esposizione e sugli individui stessi;

Introduzione: attività dei radionuclidi che penetrano nell’organismo provenienti dall'ambiente esterno;

Irradiazione esterna: vedere esposizione esterna.

Irradiazione interna: vedere esposizione interna.

Lavoratori esposti: persone sottoposte, per l'attività che svolgono, a un'esposizione che può comportare dosi superiori ai pertinenti limiti fissati per le persone del pubblico.

Ai fini della radioprotezione, in conseguenza del potenziale rischio cui sono soggetti, i lavoratori, inseriti in appositi elenchi, sono classificati, dall’esperto qualificato, in due gruppi principali:

lavoratori non esposti e lavoratori esposti; questi ultimi, a loro volta, sono suddivisi in due categorie: A e B.

Sono lavoratori esposti di categoria A i lavoratori che, per il lavoro che svolgono, sono suscettibili di ricevere in un anno solare una dose superiore a 6 mSv; gli altri lavoratori esposti sono classificati in categoria B;

LET: energia ceduta dalle particelle cariche per unità di percorso.

Limiti di dose: limiti massimi fissati per le dosi derivanti dall'esposizione dei lavoratori, degli apprendisti, degli studenti e delle persone del pubblico alle radiazioni ionizzanti causate dalle attività disciplinate dal D.Lgs. 230 / 95 . I limiti di dose si applicano alla somma delle dosi ricevute per esposizione esterna nel periodo considerato e delle dosi impegnate derivanti dall'introduzione di radionuclidi nello stesso periodo;

Livello di intervento: valore di dose oppure valore derivato, fissato al fine di predisporre interventi di radioprotezione;

Materia radioattiva: sostanza o insieme di sostanze radioattive contemporaneamente presenti;

Matrice: qualsiasi sostanza o materiale che può essere contaminato da materie radioattive; sono ricomprese in tale definizione le matrici ambientali e gli alimenti;

Matrice ambientale: qualsiasi componente dell'ambiente, ivi compresi aria, acqua e suolo;

Medico autorizzato: medico responsabile della sorveglianza medica dei lavoratori esposti, la cui qualificazione e specializzazione sono riconosciute secondo le procedure e le modalità stabilite dal D.Lgs 230 / 95 .

Medico Competente: medico in possesso della specializzazione in medicina del lavoro o equipollente (art. 2 , comma 1 D.Lgs 626 / 94 ) ed incaricato della sorveglianza sanitaria del personale esposto a rischi specifici. Può essere incaricato della sorveglianza sanitaria dei lavoratori classificati lavoratori esposti di categoria B.

Nuclide: specie atomica definita dal numero atomico (Z), che individua le proprietà chimiche, dal numero di massa (A) e dallo stato energetico del nucleo, che definisce le proprietà radiogene;

Persone del pubblico: individui della popolazione esclusi i lavoratori, gli apprendisti e gli studenti esposti in ragione della loro attività e:

1)    i pazienti nell’ambito di un esame diagnostico o di una terapia che li concerne;

2)    persone che coscientemente e volontariamente collaborano a titolo non professionale al sostegno e all’assistenza di pazienti sottoposti a terapia o a diagnosi medica;

Popolazione nel suo insieme: l'intera popolazione, ossia i lavoratori esposti, gli apprendisti, gli studenti e le persone del pubblico

Pratica: attività umana che è suscettibile di aumentare l'esposizione degli individui alle radiazioni provenienti da una sorgente artificiale, o da una sorgente naturale di radiazioni, nel caso in cui radionuclidi naturali siano trattati per le loro proprietà radioattive, fissili o fertili, o da quelle sorgenti naturali di radiazioni che divengono soggette alle disposizioni del D. Lgs. 230 / 95 . Sono escluse le esposizioni dovute ad interventi di emergenza

Radiazioni ionizzanti o radiazioni: trasferimento di energia in forma di particelle o onde elettromagnetiche con lunghezza di onda non superiore a 100 nm o con frequenza non minore di 3 · 10 15 Hz in grado di produrre ioni direttamente o indirettamente;

Radioattività: processo naturale di disintegrazione di un nuclide, con emissione di una particella corpuscolare o di un fotone, o di entrambi e che comporti la formazione di un nuovo nuclide. I decadimenti radioattivi sono descritti da equazioni esponenziali della forma:

dove     A(t) ed A 0 sono rispettivamente le attività al tempo t e al tempo 0 ;

T 1 / 2 rappresenta l’emivita o tempo di dimezzamento.

Ciò significa che l’attività di un radionuclide si riduce esponenzialmente con il tempo. Va tenuto presente però, che trascorsi 2 , 3 , 4 , 10 T 1 / 2 , l'attività si riduce al 25 %, 12,5 %, 6,3 % e 0,1 % rispettivamente e che essa si annulla, A(t)= 0 , solo dopo un tempo infinito, cioè t®¥.

Rifiuti radioattivi: qualsiasi materia radioattiva, ancorché contenuta in apparecchiature o dispositivi in genere, di cui non è previsto il riciclo o la riutilizzazione;

Sievert: nome speciale dell'unità di dose equivalente o di dose efficace.

Le dimensioni del sievert sono J kg elevato a - 1 Bocca Tomaia PU Primavera Sottile Rotonda Alti Autunno Super Superficiale Testa Tacchi da Tacco Rosa in Scarpe Donna 5wAAnBqxI

quando la dose equivalente o la dose efficace sono espresse in rem valgono le seguenti relazioni:

1 rem = 10 - 2 Sv

1 Sv = 100 rem

Smaltimento: collocazione dei rifiuti, secondo modalità idonee, in un deposito, o in un determinato sito, senza intenzione di recuperarli;

Smaltimento nell'ambiente: immissione pianificata di rifiuti radioattivi nell'ambiente in condizioni controllate, entro limiti autorizzati o stabiliti dal D. Lgs. 230 / 95 ;

Sorgente artificiale: sorgente di radiazioni diversa dalla sorgente naturale di radiazioni

Sorgente di radiazioni: apparecchio generatore di radiazioni ionizzanti (macchina radiogena) o materia radioattiva, ancorchè contenuta in apparecchiature o dispositivi in genere, dei quali, ai fini della radioprotezione, non si può trascurare l'attività, o la concentrazione di radionuclidi, o l'emissione di radiazioni.

Sorgente naturale di radiazioni: sorgente di radiazioni ionizzanti di origine naturale, sia terrestre che cosmica

Sorgente non sigillata: qualsiasi sorgente che non corrisponde alle caratteristiche o ai requisiti della sorgente sigillata.

Sorgente sigillata: sorgente formata da materie radioattive solidamente incorporate in materie solide e di fatto inattive, o sigillate in un involucro inattivo che presenti una resistenza sufficiente per evitare, in condizioni normali di impiego, dispersione di materie radioattive superiore ai valori stabiliti dalle norme di buona tecnica applicabili.

Sorveglianza fisica: l'insieme dei dispositivi adottati, delle valutazioni, delle misure e degli esami effettuati, delle indicazioni fornite e dei provvedimenti formulati dall'esperto qualificato al fine di garantire la protezione sanitaria dei lavoratori e della popolazione.

Sorveglianza medica: l'insieme delle visite mediche, delle indagini specialistiche e di laboratorio, dei provvedimenti sanitari adottati dal medico, al fine di garantire la protezione sanitaria dei lavoratori esposti.

Sostanza radioattiva: ogni specie chimica contenente uno o più radionuclidi di cui, ai fini della radioprotezione, non si può trascurare l'attività o la concentrazione;

Spessore emivalente (SEV o HVL Half Value Layer): spessore di un determinato materiale che, impiegato come schermo, riduce l'intensità della radiazione del 50 %. Si ricorda che la legge che governa l'assorbimento è di tipo esponenziale; 2 , 3 , 5 da borsa Brown Colore GuoFeng femminile trasparente estiva donna Borsa nuova borsa diagonale Bianca borsetta qRRE4zxF, 10 SEV pertanto, riducono l'irradiazione al 25 %, 12,5 %, 3,1 % e 0,1 %, rispettivamente. Il SEV di ogni materiale è funzione del tipo e dell'energia della radiazione incidente;

Vincolo: valore di grandezza radioprotezionistica, fissato per particolari condizioni ai sensi del presente decreto, ai fini dell'applicazione del principio di ottimizzazione;

Zona Classificata: ambiente di lavoro sottoposto a regolamentazione per motivi di protezione contro le radiazioni ionizzanti. Le zone classificate possono essere Zone Controllate o Zone Sorvegliate.

Zona controllata: ambiente di lavoro, sottoposto a regolamentazione per motivi di protezione dalle radiazioni ionizzanti, in cui sussiste per i lavoratori in essa operanti il rischio di superamento in un anno solare dei 3 / 10 di uno qualsiasi dei valori dei limiti per i lavoratori esposti ed in cui l'accesso è segnalato e regolamentato.

Zona sorvegliata: ambiente di lavoro in cui può essere superato in un anno solare uno dei pertinenti limiti fissati per le persone del pubblico e che non è zona controllata.

 

 

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